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Il gioco (oscuro) dell’altro – Alessandro Pagani

PALAZZO TAGLIAFERRO E IL COMUNE DI ANDORA PRESENTANO PRESSO IL

Museo Mineralogico “Luciano Dabroi” al primo piano di

Palazzo Tagliaferro, Largo Milano, ANDORA (SV)

ALESSANDRO PAGANI

Il gioco (oscuro) dellaltro

Inaugurazione nell’ambito della Seconda Edizione del

Festival AG NOIR

 

venerdì 15 luglio alle ore 20.45

 

alla presenza del Sindaco di Andora Mauro Demichelis

e dell’Assessore alla Cultura Maria Teresa Nasi

 

Mostra dal 9 luglio al 31 agosto 2016

Ingresso Libero

orari di apertura: sabato e domenica ore 19.00 – 23.00

ANDORA – La prossima mostra , in programma al Museo Mineralogico Luciano Dabroi di Palazzo Tagliaferro in Andora, vedrà esposte, dal 9 luglio al 31 agosto, opere pittoriche, dell’artista Alessandro Pagani, collegate alla seconda edizione del Festival AG NOIR che si svolgerà nell’Anfiteatro dei Giardini di Palazzo Tagliaferro dal 15 al 17 luglio 2016.

Questa iniziativa multimediale propone un denso programma di performance teatrali, conversazioni con autori e scrittori, proiezioni di film e cortometraggi, incontri con giornalisti, avvocati, criminologi, un concorso letterario ed un progetto espositivo imperniato sulla tematica del Festival, previsti aperitivi e colazioni noir.

Ogni anno un artista viene invitato ad esporre opere che abbiano un collegamento con la tematica del Festival e l ’edizione 2016 ha individuato nel pittore milanese Alessandro Pagani (formatosi all’Istituto d’Arte di Monza e successivamente all’Accademia di Brera, con il conseguimento di un ulteriore diploma in scenografia) la figura ideale da inserire in quel contesto avendo l’artista praticato, nel tempo, il terreno del film di genere, in particolare anni Settanta. La mostra, significativamente intitolata Il gioco (oscuro) dell’altro, si articola in un ciclo di opere pittoriche caratterizzate da un linguaggio ora più esplicitamente espressionista, non esente da qualche riferimento alla figurazione di Francis Bacon, ora improntata ad una fluidità narrativa tesa a descrivere il dettaglio (impermeabili con il bavero alzato alla Humphrey Bogart, cappelli calcati sulle orecchie, guanti assassini, sguardi torbidi, fiotti di sangue sulla neve), drammatizzando la figura, il cui volto è sovente reso pittoricamente irriconoscibile. Si tratta di opere che contestualizzano, citano o accostano, momenti di sconfinamento tra il noir, il thriller e l’horror, quando non ironizzano sul cosiddetto genere “poliziottesco” , tipico di una certa cinematografia italiana. Quando l’artista si discosta dalla produzione nazionale, entrano in campo figure di gangster senza scrupoli, psicopatici, sadici, maniaci, conditi da effetti speciali splatter. Il suo immaginario filmico attiva slittamenti tra i generi dell’avventura criminale, della macchinazione perversa, della cronaca nera anni Settanta dall’epilogo sinistro.

In ambienti gotici, in atmosfere dark, in cui il protagonista viene ripreso spesso in “soggettiva”, si avverte la presenza oscura di un soggetto invisibile dallo sguardo ossessivo, persecutorio, si percepisce l’atmosfera permeata di una tensione che prelude alla violenza, che scatena la paura. Nei suoi oli su tela i colori della tavolozza si scaldano o si raffreddano in rapporto alla temperatura dell’angoscia. Estimatore della scenografia del brivido dall’infanzia, interprete lucido dell’enigma del volto,

Alessandro Pagani non cessa di declinare i colori della Notte con ironia e strategia della tensione, di delineare Il gioco (oscuro) dell’altro, cavalcando contemporaneamente il Mito e la demitizzazione del genere Noir.

Untitled Italian archive III

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