Palazzo Tagliaferro 

presentano la conferenza

 Giuseppe Chiari e Nam June Paik. “Incontro alla musica”

Palazzo Tagliaferro 30 aprile 2014 ore 18.00
ingresso libero – rinfresco a seguire

relatori

prof. Tommaso Trini
Giuseppe Chiari. La musica non è suonare”

prof.ssa Francesca Pasini

Musica, movimento, spazio nell’Opera Elettronica di Nam Jun Paik”

introduzione e cura di Nicola Davide Angerame

INGRESSO LIBERO
Palazzo Tagliaferro Largo Milano Andora (SV) ingresso libero
museodabroi.palazzotagliaferro.it |
info@palazzotagliaferro.it | info: 348 90 31 514

Si tiene mercoledì 30 aprile a partire dalle ore 18 la conferenza di chiusura della mostra “Giuseppe Chiari. Fantasticare”, gli anni dell’avanguardia e oltre, dedicata all’artista fiorentino e all’artista di origini coreane Nam June Paik, figura storica del movimento internazionale Fluxus. Ne parlano due autorevoli voci della critica d’arte italiana: Tommaso Trini e Francesca Pasini, entrambi docenti di dell’Accademia di Belle Arti di Brera. Trini ha seguito da vicino il lavoro di Giuseppe Chiari a Palazzo Tagliaferro presenterà un intervento dai tratti originiali che si propongono di modificare la lettura critica di Chiari su punti fondamentali come i concetti di “musica” e di “suono”. Francesca Pasini è stata co-curatrice di una recente mostra che una istituzione ligure importante come la Fondazione Remotti di Camogli ha dedicato alla figura di Nam June Paik amico di Chiari.

Con Francesca Pasini, direttrice della Fondazione Remotti, – dice il direttore di Palazzo Tagliaferro Nicola D. Angerame – abbiamo pensato di collaborare insieme per analizzare aspetti dell’opera di due artisti tanto vicini e lontani come Chiari e Paik. Ciò anche in una logica di collaborazione tra istituzioni liguri votate all’arte contemporanea che potrebbe auspicabilmente prefigurare un inizio di “sistema ligure” dell’arte contemporanea”.

La conferenza sarà anche occasione di presentare il catalogo della mostra di Chiari, che include le opere esposte e gli interventi critici di Trini e Angerame, più testimonianze dirette di galleristi e collezionisti che hanno lavorato e collaborato con lui in un arco di 40 anni. In catalogo, anche un ricordo del figlio, Mario Chiari, che guida l’Archivio Giuseppe e Victoria Chiari.

Sinossi della conferenza
L’opera elettronica di Nam June Paik

Francesca Pasini

Nam June Paik è il travolgente innovatore del linguaggio video: musica, immagine, suono stravolgono radicalmente l’oggetto video e la narrazione. In una alleanza performativa i monitor delle TV diventano soggetti di un’opera d’arte totale e suggeriscono uno sconfinato bacino d’interazione tra immagine, musica, performance, registrazione degli eventi, colori, oggetti.

Paik aveva visto la forza della televisione e nello stesso tempo, rompendone gli schemi e usandola come materia pittorica – teatrale – sonora, mette in primo piano il rischio dell’omologazione, che lui, invece, vira in un grandioso zibaldone di immagini pop, di riferimenti personali, collettivi, culturali e di invenzione. L’energia dirompente di Paik era in sintonia con lo spirito del tempo che, tra gli anni sessanta e settanta, aveva intravisto nella rottura delle regole la spinta a una nuova libertà.

Il flusso continuo di percezioni e invenzioni coinvolge immagini, oggetti, disegni, sculture, suoni. Così Paik inaugura la parentela con la musica contemporanea.

Come Pier Paolo Pasolini anche lui aveva intuito che il sistema televisivo avrebbe influenzato il comportamento individuale, politico, collettivo trasformando la società in aggregati mediatici, e le sue opere sono anche l’annuncio critico di questa trasformazione.

Nel 1993, insieme ad Hans Haacke, rappresenta la Germania alla Biennale di Venezia e vincono il Leone d’Oro. Un padiglione indimenticabile. Monitor ovunque. I “flussi” dell’energia del mondo si amalgamavano alle pareti mentre transitavano dentro e fuori il padiglione. Paik dall’elettronica captava la creazione di figure e suoni. La monumentalità di questa installazione era anche una previsione di cambiamento, in questi ultimi decenni abbiamo, infatti, assistito alla monumentale svolta del potere mediatico televisivo e degli strumenti elettronici di comunicazione.

Francesca Pasini. Cenni biografici
Direttrice della Fondazione Pier Luigi e Natalina Remotti ( Camogli – Genova)

Dal 2004 è Curatrice del progetto “Arte Contempoaranea a Teatro”, promosso da Fondazione Bevilacqua La Masa-Venezia – Teatro La Fenice di Venezia,

Come curatrice indipendente ha collabora con Musei e Istituzioni, tra i quali: Castello di Rivoli – Torino, Pac – Milano, Fondazione Bevilacqua La Masa – Venezia; Mart-Rovereto, Fondazione Merz – Torino, La Marrana Arte Ambientale – MonteMarcello (La Spezia).

Come critica d’arte collabora a riviste quali Artforum, Exibart.it, Radio Popolare.

La conferenza, conclude una mostra che termina il 1 maggio 2014, dopo due mesi di apertura al pubblico, e prelude alla nuova mostra in arrivo del maestro Alessio Delfino, che si inaugura il 4 maggio ore 18 a Palazzo Tagliaferro e che sarà introdotta da un convegno sulla cultura ancestrale dei Tarocchi.

INGRESSO LIBERO

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