Il Ra I e il Ra II – Museo Dabroi

Il Ra I e il Ra II

(1969 – 1970)

Le scoperte all’Isola di Pasqua spostarono gli interessi di Heyerdahl dalle zattere alle barche di giunchi che avevano osservato e descritto i Conquistadores spagnoli arrivando nell’impero incaico. Dato che le imbarcazioni di giunchi erano presenti anticamente anche in Egitto e nell’Isola di Pasqua, nel 1968 iniziò a far costruire con questi una barca per provare che erano stati possibili contatti fra il mondo mediterraneo e le Americhe ben prima di Colombo. imbarcazione che battezzò Ra, dal nome del dio del sole sia polinesiano che egiziano. Costruito con giunchi dei laghi Chad e Tana, il Ra fu varato nel 1969 nell’antico porto fenicio di Safi in Marocco e, con un equipaggio di 7 uomini di nazionalità diverse (Thor Heyerdahl – Norvegia, Norman Baker – Stati Uniti, Carlo Mauri – Italia, Yuri Senkevich – Unione Sovietica, Santiago Genovés – Messico, Georges Sourial – Egitto, e Abdullah Djibrine – Chad), navigò per due mesi verso ovest favorito dagli alisei e dalla corrente delle Canarie finché non si sfasciò a causa dell’azione di onde e correnti, affondando prima di arrivare alle Barbados.
Un anno dopo, nel 1970, Heyerdahl fece costruire da indigeni Aymara, fatti venire dal Lago Titicaca in Bolivia, una seconda barca di papiro, il Ra II e, con un equipaggio in parte modificato (Djibrine fu sostituito dal giapponese Kei Ohara e dal marocchino Madani Ait Ouhanni), si diresse ancora verso le Americhe. Questa volta la barca attraversò l’Atlantico in 57 giorni, percorrendo 6100 Km da Safi alle Barbados, dimostrando che anche prima di Colombo potevano esserci stati contatti tra il mondo mediterraneo e le Americhe. Durante il viaggio dei Ra l’equipaggio scoprì che l’Atlantico era stato contaminato: chiazze di petrolio piccole e grandi erano presenti sulla superficie del mare. Questa scoperta fu resa nota alle Nazioni Unite e l’allora Segretario Generale chiese a Heyerdahl di fare osservazioni giornaliere sullo stato di inquinamento del mare. L’impresa è raccontata nel libro The Ra Expeditions e nel documentario Ra (1972).

Scroll to top