IL MUSEO DIFFUSO DI ANDORA

Arte e Minerali – Un viaggio ciclabile

Cinque sculture di arte contemporanea, visitabili liberamente lungo la pista ciclopedonale di Andora, in dialogo con il patrimonio del Museo Mineralogico «Luciano Dabroi».

Il progetto «Arte e Minerali – Un viaggio ciclabile», inaugurato nel 2025, è il secondo nucleo del Museo Diffuso di Andora. Si aggiunge a La luce della mente – un’insegna urbana di Federica Marangoni, la grande installazione di via Roma.

Le opere sono state scelte per il loro dialogo con il paesaggio e con le collezioni scientifiche del museo. Realizzate in pietra, marmo, terracotta e ferro, formano un percorso d’arte a cielo aperto che unisce bellezza, conoscenza e valorizzazione del territorio.

Le opere del Museo Diffuso lungo la pista ciclopedonale di Andora
Le sfere di Rosanna La Spesa e Megafoni al vento di Daniela Guggisberg lungo la ciclabile

«Con questo progetto abbiamo voluto creare un ponte tra l’arte contemporanea e la bellezza profonda e silenziosa della materia minerale presente a Palazzo Tagliaferro, al Museo Dabroi, rendendo il paesaggio non solo uno sfondo, ma un protagonista attivo del racconto.»

Daniele Martino, Vicesindaco con delega alla Cultura, Comune di Andora

IL PERCORSO

Il percorso si segue a piedi o in bicicletta lungo la ciclabile costiera, tra la stazione di Andora e Palazzo Tagliaferro. Le opere sono all’aperto e si possono visitare liberamente in ogni momento; accanto a ciascuna un pannello con QR code rimanda alla scheda di approfondimento.

  1. Radici marine – Daniele Aletti, 2022
  2. Dialoghi Plastici – Michelangelo Tallone, 2023
  3. E Conchis Omnia – Rosanna La Spesa, 2024
  4. Megafoni al vento – Daniela Guggisberg, 2024
  5. Spiaggia verticale – Daniele Aletti, 2020

Alla fine della ciclabile, a Palazzo Tagliaferro, il Museo Mineralogico «Luciano Dabroi» custodisce i minerali e le pietre da cui il percorso prende ispirazione.

LE OPERE

1. RADICI MARINE

Daniele Aletti, 2022

Una forma circolare aperta, attraversata da linee sinuose che evocano radici, correnti marine o ramificazioni organiche. La superficie scolpita del marmo rosa del Portogallo mette in evidenza la relazione tra materia e movimento e trasforma il blocco di pietra in una forma fluida e simbolica.

L’opera invita a riflettere sul rapporto tra terra e mare, tra radicamento e trasformazione, e richiama l’origine naturale della materia e il lento lavoro del tempo geologico.

Tecnica: Scultura a taglio diretto su pietra
Materiali: Marmo rosa del Portogallo, base in acciaio
Dimensioni: cm 136 × 171 × 14

Il marmo rosa proviene dalle cave portoghesi di Estremoz e Borba, note per la qualità dei loro marmi: una pietra dalla tonalità calda e luminosa, attraversata da leggere venature.

Radici marine, Daniele Aletti, 2022 – pista ciclopedonale di Andora
Sulla pista ciclopedonale
Radici marine, Daniele Aletti, 2022
L’opera
Dialoghi Plastici, Michelangelo Tallone, 2023 – pista ciclopedonale di Andora
Sulla pista ciclopedonale
Dialoghi Plastici, Michelangelo Tallone, 2023
L’opera

2. DIALOGHI PLASTICI

Michelangelo Tallone, 2023

Una composizione dinamica che mette in relazione forme geometriche e superfici metalliche in tensione reciproca: un dialogo tra pieni e vuoti, tra struttura e movimento, che interagisce con lo spazio intorno.

La superficie ossidata del ferro introduce una dimensione temporale: la patina riflette la luce naturale e cambia nel corso della giornata, sottolineando il rapporto tra materia e ambiente.

Tecnica: Scultura metallica modellata e lavorata a mano
Materiali: Ferro spazzolato e ossidato, legno
Dimensioni: cm 210 × 90 × 145

L’ossidazione controllata crea sul ferro una patina dalle tonalità calde e profonde, che nel tempo si stabilizza e protegge l’opera.

3. E CONCHIS OMNIA

Rosanna La Spesa, 2024

Cinque sculture della serie E Conchis Omnia, ispirate alle conchiglie e ai fossili marini, che conservano la memoria delle trasformazioni geologiche della Terra. Le sfere di terracotta riprendono la struttura a spirale delle conchiglie e la traducono in un segno plastico essenziale, inciso a mano sulla superficie.

La conchiglia, custode di memoria geologica e biologica, diventa metafora della continuità tra mondo naturale e presenza umana.

Tecnica: Terracotta incisa
Materiali: Terracotta e grès
Dimensioni: diametro tra cm 45 e 50

La terracotta viene modellata, incisa e cotta ad alta temperatura: una tecnica che lascia visibile il gesto della mano e dà alla superficie una ricca varietà di colori e segni.

E Conchis Omnia, Rosanna La Spesa, 2024 – pista ciclopedonale di Andora
Sulla pista ciclopedonale
E Conchis Omnia, Rosanna La Spesa, 2024
L’opera
Megafoni al vento, Daniela Guggisberg, 2024 – pista ciclopedonale di Andora
Sulla pista ciclopedonale
Megafoni al vento, Daniela Guggisberg, 2024
L’opera

4. MEGAFONI AL VENTO

Daniela Guggisberg, 2024

Una scultura verticale composta da una sequenza di forme cave e allungate, che evocano elementi capaci di amplificare e diffondere il suono. La composizione suggerisce un movimento verso l’alto, come se le forme si rivolgessero all’ambiente circostante.

Le aperture e le cavità creano un gioco di pieni e vuoti, accentuato dalla luce naturale che attraversa la superficie del marmo.

Tecnica: Scultura a taglio diretto su pietra
Materiali: Marmo bianco di Frabosa, base in acciaio
Dimensioni: cm 198 × 43 × 15

Il marmo bianco di Frabosa viene estratto nelle Alpi Liguri: una pietra chiara e compatta, a grana fine, che permette forme slanciate e articolate.

5. SPIAGGIA VERTICALE

Daniele Aletti, 2020

La forma verticale della pietra richiama una porzione di paesaggio marino trasposta in scultura, come se una sezione di spiaggia fosse stata sollevata e trasformata in elemento plastico.

Le modulazioni della superficie creano un ritmo che ricorda il movimento delle onde, le stratificazioni della sabbia e l’azione del tempo sulla materia.

Tecnica: Scultura a taglio diretto su pietra
Materiali: Marmo Calacatta di Carrara, base in acciaio
Dimensioni: cm 110 × 88 × 20

Il Calacatta, tra i marmi più rari delle Alpi Apuane, ha un fondo bianco luminoso attraversato da venature grigie e dorate, che qui diventano parte della composizione.

Spiaggia verticale, Daniele Aletti, 2020 – pista ciclopedonale di Andora
Sulla pista ciclopedonale
Spiaggia verticale, Daniele Aletti, 2020
L’opera

GLI ARTISTI

Daniele Aletti

DANIELE ALETTI

Nato a Olten (Svizzera) nel 1962 da genitori italiani, si forma a Zurigo e affina la scultura del marmo negli studi di maestri e nelle cave toscane. Dal 1994 lavora in Alta Langa. Scultore lapideo dedito al taglio diretto, ricerca l’essenza della materia attraverso la sintesi della forma, bilanciando vuoto e volume e facendo apparire morbidi e leggeri materiali per natura molto pesanti.

Daniela Madeleine Guggisberg

DANIELA MADELEINE GUGGISBERG

Nata a Zurigo (Svizzera) nel 1963, dal 1994 conduce la sua ricerca tra le colline dell’Alta Langa. Lavora blocchi di pietra di diversa provenienza, dal marmo di Carrara al granito sardo alle pietre piemontesi, e li trasforma in forme levigate e fluide, frutto di una ricerca legata alla meditazione e al tema del vuoto.

Rosanna La Spesa

ROSANNA LA SPESA

Nata a Savona nel 1958, espone dal 1977. Si dedica alla ceramica dal 1980 e alla vetrofusione dal 1994. Le sue opere nascono da una continua esplorazione della natura primordiale: acqua, pietra, fossili e conchiglie diventano simboli di un dialogo tra arte e scienza e delle memorie geologiche del pianeta.

Michelangelo Tallone

MICHELANGELO TALLONE

Nato nel 1964, ceramista di professione dal 1986, alla fine degli anni Ottanta recupera l’antica tecnica del bucchero etrusco e la reinterpreta in sculture, pannelli e bassorilievi. Negli ultimi anni lavora anche legno, bronzo, acciaio, marmo e ferro, sempre attento alla trasformazione della materia. Vive e lavora a Paesana, ai piedi del Monviso.

UN PROGETTO DEL COMUNE DI ANDORA

Il Museo Diffuso nasce dalla volontà del Comune di Andora di creare sul territorio un itinerario culturale permanente che unisce natura, arte e identità locale. Il progetto «Arte e Minerali – Un viaggio ciclabile» è a cura di C|E Contemporary, in collaborazione con il Museo Mineralogico «Luciano Dabroi» di Palazzo Tagliaferro.